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  L’enigmatico simbolismo del santo con la testa di cane Roberto D’Amico   Per quanto possa oggi sembrare strano, f ino alla fine del medioevo l’esistenza dei Cinocefali, mitico popolo di esseri con corpo umano e testa di canide, era considerata una possibile realtà. Già nel mondo classico, vari autori latini e greci li avevano descritti con nomi diversi collocandoli nei luoghi più remoti dell’immaginario estremo-oriente del mondo allora conosciuto, dall’Etiopia alla Persia e all’India. Ne parlarono, tra gli altri, Ctesia di Cnido (IV sec. a.C.), Esiodo, che è la fonte greca più antica (VIII-VII sec. a.C.), Strabone, Plinio il Vecchio e Tertulliano. Nel medioevo i Cinocefali vennero catalogati insieme ad altre stravaganti popolazioni mostruose (quali gli Sciapodi, i Blemmi, i Ciclopi, gli Ippopodi) in trattati quali il “ Liber monstrorum de diversis generibus”  (VIII sec.) come abitanti di terre orientali lontane e sconosciute, ritenute contigue al...
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 Leggende di oro e di fate dai piedi palmati Roberto D’Amico Tra la vasta, stravagante schiera di personaggi fantastici (fate, masche, folletti, gnomi, elfi…) che popola il ricco mondo del folclore piemontese, un posto particolare è certamente occupato da un misterioso popolo di esseri con i piedi palmati la cui tradizione è presente in un’area molto ristretta del territorio della Bessa biellese. Sono infatti solo tre i paesi che condividono il ricordo di queste enigmatiche creature: Netro, Muzzano, Mongrando.  Le storie che le riguardano hanno caratteristiche così peculiari, con pochi elementi comuni ad altri racconti del mondo del fantastico, da non averne sinora consentito una spiegazione.  Vediamo innanzi tutto cosa dicono le leggende, delle quali in realtà esistono diverse versioni che assai verosimilmente, data la vicinanza dei paesi, si sono clonate nel tempo dall’unica originale.  La leggenda di Netro pare essere la più antica. Essa racconta che tanto te...
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  L’ Homo Futuris dell’anno 1.000.000 Roberto D’Amico   “ Nel prossimo futuro saremo in grado di fare qualsiasi cosa con un uomo, è impossibile fermare il progresso della scienza. È per questo che dovremmo riflettere sulle implicazioni sociali, etiche e morali, decidere se dovremo mutare biologicamente un uomo o no. Dovremo fare mostra della massima responsabilità. Le nostre relazioni con la natura hanno già dimostrato che possiamo agevolmente rovinarla, mentre ci è difficile restaurarla. Se facciamo qualcosa di sbagliato con un uomo, ciò può solo essere considerato un errore imperdonabile .” Sembrano parole di oggi, invece sono state scritte negli anni ‘60 dello scorso secolo dal biologo russo Nikolai Dubinin, direttore dell’Istituto Sovietico di Genetica Generale e uno dei più autorevoli esponenti di quella che veniva allora definita “genetica moderna”. Lo scienziato metteva in risalto il pericolo che le scoperte della nuova genetica avrebbero potuto rappresentare in ...