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  Hormuz, la guerra fa riaffiorare dalle nebbie della storia un dio millenario Roberto D’Amico   In questi ultimi mesi lo stretto di Hormuz, uno dei crocevia strategici del mondo moderno, è divenuto centro di disputa e combattimenti nella guerra in atto contro l’Iran.   Il suo nome è quotidianamente sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, ma non molti sono a conoscenza che quello che rappresenta uno dei nodi principali dell’odierno conflitto che coinvolge Ebrei, Cristiani e Mussulmani porta il nome di una millenaria divinità solare che è forse stata all’origine di tutte e tre le cosiddette Religioni del Libro. Quello che storicamente sappiamo è che Hormuz era il nome di una famosa città commerciale sita sulla costa occidentale persiana del golfo, probabilmente nei pressi del fiume Mīnāb, che a partire dall’XI secolo divenne la capitale di un Regno omonimo.   A causa delle frequenti incursioni dei Mongoli, verso il 1300, la città venne spostata pri...
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  Le spettacolari croci apparse sul Cervino Roberto D’Amico   Il Cervino, situato a cavallo tra Italia e Svizzera, deriva il suo nome italiano dall’originale francese Servin , dal latino Mons silvanus , "monte boscoso", in quanto un tempo grazie al clima più caldo era completamente ricoperto da alberi. Per uno sbaglio di trascrizione di un cartografo del Regno di Sardegna, il Servin divenne Cervin , che in francese si pronuncia allo stesso modo, da cui si generò il nome italiano che lascia presupporre un’errata associazione con il cervo. In Valtournenche è chiamato Gran Becca , cioè "grande cima", di probabile derivazione dal celtico Bec , picco, punta rocciosa, becco, mentre in Svizzera è Matterhorn, nome tedesco formato da  Matt , “prato”, e Horn,  "corno".   Secondo la tradizione, la sua forma molto particolare è legata alla leggenda del gigante Gargantua (1) che un tempo lontano viveva nella Valtournenche. Un giorno, spinto dalla curi...
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  I segreti del “ Bricco dei Mille Occhi ” di Pocapaglia Roberto D’Amico   Recentemente mi è capitato di passare dalle parti di Bra quando ad un certo punto lungo la strada ho notato un cartello stradale con l’indicazione “Strada Sabecco”. In un istante, come per magia, quel nome ha risvegliato in me ricordi che ormai custodivo seppelliti nella memoria. Mi sono improvvisamente rivisto ragazzo, in giro per quelle colline alla ricerca di qualche indizio sulle antiche leggende riguardanti il “ Bricco dei Mille Occhi ”. Era il 1976, esattamente cinquant’anni fa.   Strana coincidenza. Ho pensato che potesse essere un segno del destino. Fermata la macchina sul ciglio della strada in un punto panoramico, ho cercato con lo sguardo qualcosa che mi potesse sembrare familiare, ma le immagini che conservavo di quel viaggio erano ormai troppo sbiadite. Inoltre, il paesaggio non era sicuramente quello che mi si parava davanti nel 1976. Poco doveva essere rimasto del panorama di...