Post

Immagine
  Vita nello Spazio e spiritualità Roberto D’Amico   Il successo della recente importantissima e storica missione spaziale Artemis II che, dopo oltre cinquant’anni ha riportato degli esseri umani a circumnavigare la Luna, è purtroppo stato offuscato dalla concomitante guerra in Iran. Sommersi dal fragore degli eventi bellici sono stati anche i toccanti messaggi che gli astronauti hanno inviato lo scorso 6 aprile, nel momento in cui erano nel punto più lontano mai raggiunto da un essere umano (406.771 km dalla Terra), e le emozionate dichiarazioni che hanno rilasciato al loro rientro. Cercando di condensarne il contenuto (ma invito chi non lo avesse fatto a leggerli o ascoltarli nella loro completezza) il comandante  Reid Wiseman e i suoi tre compagni,   Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen,   hanno descritto la Terra come un "dono di Dio", una "navicella", un “luogo speciale creato per l'umanità”, sottolineando in vario modo l'unità dell...
Immagine
  Hormuz, la guerra fa riaffiorare dalle nebbie della storia un dio millenario Roberto D’Amico   In questi ultimi mesi lo stretto di Hormuz, uno dei crocevia strategici del mondo moderno, è divenuto centro di disputa e combattimenti nella guerra in atto contro l’Iran.   Il suo nome è quotidianamente sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, ma non molti sono a conoscenza che quello che rappresenta uno dei nodi principali dell’odierno conflitto che coinvolge Ebrei, Cristiani e Mussulmani porta il nome di una millenaria divinità solare che è forse stata all’origine di tutte e tre le cosiddette Religioni del Libro. Quello che storicamente sappiamo è che Hormuz era il nome di una famosa città commerciale sita sulla costa occidentale persiana del golfo, probabilmente nei pressi del fiume Mīnāb, che a partire dall’XI secolo divenne la capitale di un Regno omonimo.   A causa delle frequenti incursioni dei Mongoli, verso il 1300, la città venne spostata pri...
Immagine
  Le spettacolari croci apparse sul Cervino Roberto D’Amico   Il Cervino, situato a cavallo tra Italia e Svizzera, deriva il suo nome italiano dall’originale francese Servin , dal latino Mons silvanus , "monte boscoso", in quanto un tempo grazie al clima più caldo era completamente ricoperto da alberi. Per uno sbaglio di trascrizione di un cartografo del Regno di Sardegna, il Servin divenne Cervin , che in francese si pronuncia allo stesso modo, da cui si generò il nome italiano che lascia presupporre un’errata associazione con il cervo. In Valtournenche è chiamato Gran Becca , cioè "grande cima", di probabile derivazione dal celtico Bec , picco, punta rocciosa, becco, mentre in Svizzera è Matterhorn, nome tedesco formato da  Matt , “prato”, e Horn,  "corno".   Secondo la tradizione, la sua forma molto particolare è legata alla leggenda del gigante Gargantua (1) che un tempo lontano viveva nella Valtournenche. Un giorno, spinto dalla curi...