Post

Immagine
  Le spettacolari croci apparse sul Cervino Roberto D’Amico   Il Cervino, situato a cavallo tra Italia e Svizzera, deriva il suo nome italiano dall’originale francese Servin , dal latino Mons silvanus , "monte boscoso", in quanto un tempo grazie al clima più caldo era completamente ricoperto da alberi. Per uno sbaglio di trascrizione di un cartografo del Regno di Sardegna, il Servin divenne Cervin , che in francese si pronuncia allo stesso modo, da cui si generò il nome italiano che lascia presupporre un’errata associazione con il cervo. In Valtournenche è chiamato Gran Becca , cioè "grande cima", di probabile derivazione dal celtico Bec , picco, punta rocciosa, becco, mentre in Svizzera è Matterhorn, nome tedesco formato da  Matt , “prato”, e Horn,  "corno".   Secondo la tradizione, la sua forma molto particolare è legata alla leggenda del gigante Gargantua (1) che un tempo lontano viveva nella Valtournenche. Un giorno, spinto dalla curi...
Immagine
  I segreti del “ Bricco dei Mille Occhi ” di Pocapaglia Roberto D’Amico   Recentemente mi è capitato di passare dalle parti di Bra quando ad un certo punto lungo la strada ho notato un cartello stradale con l’indicazione “Strada Sabecco”. In un istante, come per magia, quel nome ha risvegliato in me ricordi che ormai custodivo seppelliti nella memoria. Mi sono improvvisamente rivisto ragazzo, in giro per quelle colline alla ricerca di qualche indizio sulle antiche leggende riguardanti il “ Bricco dei Mille Occhi ”. Era il 1976, esattamente cinquant’anni fa.   Strana coincidenza. Ho pensato che potesse essere un segno del destino. Fermata la macchina sul ciglio della strada in un punto panoramico, ho cercato con lo sguardo qualcosa che mi potesse sembrare familiare, ma le immagini che conservavo di quel viaggio erano ormai troppo sbiadite. Inoltre, il paesaggio non era sicuramente quello che mi si parava davanti nel 1976. Poco doveva essere rimasto del panorama di...
Immagine
  L’enigmatico simbolismo del santo con la testa di cane Roberto D’Amico   Per quanto possa oggi sembrare strano, f ino alla fine del medioevo l’esistenza dei Cinocefali, mitico popolo di esseri con corpo umano e testa di canide, era considerata una possibile realtà. Già nel mondo classico, vari autori latini e greci li avevano descritti con nomi diversi collocandoli nei luoghi più remoti dell’immaginario estremo-oriente del mondo allora conosciuto, dall’Etiopia alla Persia e all’India. Ne parlarono, tra gli altri, Ctesia di Cnido (IV sec. a.C.), Esiodo, che è la fonte greca più antica (VIII-VII sec. a.C.), Strabone, Plinio il Vecchio e Tertulliano. Nel medioevo i Cinocefali vennero catalogati insieme ad altre stravaganti popolazioni mostruose (quali gli Sciapodi, i Blemmi, i Ciclopi, gli Ippopodi) in trattati quali il “ Liber monstrorum de diversis generibus”  (VIII sec.) come abitanti di terre orientali lontane e sconosciute, ritenute contigue al...