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 Leggende di oro e di fate dai piedi palmati Roberto D’Amico Tra la vasta, stravagante schiera di personaggi fantastici (fate, masche, folletti, gnomi, elfi…) che popola il ricco mondo del folclore piemontese, un posto particolare è certamente occupato da un misterioso popolo di esseri con i piedi palmati la cui tradizione è presente in un’area molto ristretta del territorio della Bessa biellese. Sono infatti solo tre i paesi che condividono il ricordo di queste enigmatiche creature: Netro, Muzzano, Mongrando.  Le storie che le riguardano hanno caratteristiche così peculiari, con pochi elementi comuni ad altri racconti del mondo del fantastico, da non averne sinora consentito una spiegazione.  Vediamo innanzi tutto cosa dicono le leggende, delle quali in realtà esistono diverse versioni che assai verosimilmente, data la vicinanza dei paesi, si sono clonate nel tempo dall’unica originale.  La leggenda di Netro pare essere la più antica. Essa racconta che tanto te...
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  L’ Homo Futuris dell’anno 1.000.000 Roberto D’Amico   “ Nel prossimo futuro saremo in grado di fare qualsiasi cosa con un uomo, è impossibile fermare il progresso della scienza. È per questo che dovremmo riflettere sulle implicazioni sociali, etiche e morali, decidere se dovremo mutare biologicamente un uomo o no. Dovremo fare mostra della massima responsabilità. Le nostre relazioni con la natura hanno già dimostrato che possiamo agevolmente rovinarla, mentre ci è difficile restaurarla. Se facciamo qualcosa di sbagliato con un uomo, ciò può solo essere considerato un errore imperdonabile .” Sembrano parole di oggi, invece sono state scritte negli anni ‘60 dello scorso secolo dal biologo russo Nikolai Dubinin, direttore dell’Istituto Sovietico di Genetica Generale e uno dei più autorevoli esponenti di quella che veniva allora definita “genetica moderna”. Lo scienziato metteva in risalto il pericolo che le scoperte della nuova genetica avrebbero potuto rappresentare in ...
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  Robin Hood: folletto o stregone? Roberto D'Amico                                          Sono molte le leggende e le storie che narrano le gesta di Robin Hood. Gli studiosi non sono, tuttavia, ancora riusciti a stabilire una volta per tutte il mistero che avvolge questo perso­naggio, scoprire, cioè, se egli sia veramente esi­stito o se, invece, si tratti molto più semplice­mente di un parto della fantasia popolare. I cronisti medioevali ne parlano come di un perso­naggio storico vissuto tra l'XI e il XIII secolo (alcuni dicono tra il 1100 e il 1200, altri tra il 1150 e il 1250). Robin viene per la prima volta citato nel 1377 nell'opera  “Piers Plowman”  di William Langland. Successivamente è presente nella  “Chronicle of Scotland”  di Wynton, opera del 1420, e in numerose ballate del tardo '400, quali le “Border Ballads”  e la  “Ly...